A.S.L.: OBBLIGO INVIO ELENCHI DISABILI ALL'ANMIC, UIC E ENS del 11/05/2014 17:03:44

Una legge recentemente approvata in via definitiva nella Gazzetta Ufficiale contiene una norma che riconferma l’obbligo delle aziende sanitarie locali di trasmettere all’ANMIC periodicamente gli elenchi delle persone sottoposte ad accertamenti sanitari per il riconoscimento dell’invalidità civile.

Difatti è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Collegato Lavoro 2010, che modifica la disciplina dei permessi lavorativi di cui all’art. 33 della L. 104/1992, e che ribadisce il dovere delle Asl di inviare all’Anmic, quale associazione storica rappresentativa degli invalidi civili, i nominativi delle persone sottoposte a visita per l’invalidità civile.

Gli articoli 23 e 24 riguardano la materia dell’invalidità civile e dell’handicap, ed in particolare prevedono:

1) Trasmissione elenchi alla Anmic:
L’ultimo comma dell’art. 24 è di vitale importanza per assicurare agli invalidi civili la giusta tutela da parte dell’associazione storica Anmic, ribadendo l’obbligo delle Asl di trasmetterle gli elenchi dei nominativi delle persone sottoposte ad accertamenti sanitari per l’invalidità civile.
L’obbligo è già previsto da precedenti norme, mai abrogate, ma è stato necessario ribadirlo per ovviare ad un ingiustificato ostruzionsimo manifestatosi in alcune province italiane.

2) Modifica della disciplina dei permessi lavorativi:
Soggetti beneficiari
L’art. 24 del Collegato Lavoro ridisegna la mappa dei beneficiari dei permessi di cui all’art. 33 L. 104/1992
Potranno godere dei tre giorni di permesso mensile:
- il genitore;
- il coniuge;
- il parente o l’affine entro il secondo grado (ad esempio i nonni, i figli del figlio, i fratelli).
I parenti e gli affini di terzo grado (ad esempio gli zii) possono fruire dei permessi lavorativi solo ad una delle seguenti condizioni:
a) quando i genitori o il coniuge della persona con handicap siano deceduti o mancanti;
b) quando i genitori o il coniuge della persona con handicap abbiano compiuto i 65 anni oppure siano affetti da patologie invalidanti.
Requisito della convivenza o dell’assistenza esclusiva e continuativa
Il testo normativo non prevede più nè il requisito della convivenza nè quello dell’assistenza esclusiva e continuativa.

Tale norma è stata proposta dall’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili, che ne ha formulato il testo e ne ha seguito l’intera discussione parlamentare.

Il Presidente Pagano è particolarmente soddisfatto di questa nuova vittoria riportata dall’ANMIC.